L’angolo dell’emergente – Il pane sotto la neve, Vanessa Navicelli

Buon pomeriggio e buon anno, cari readers!

Per il primo articolo del nuovo anno, torno a spolverare una rubrica molto interessante, ovvero l’angolo dell’emergente.

L’anno appena conclusosi – prima di finire – mi ha regalato una lettura davvero coinvolgente ed interessante. Di cosa sto parlando? De Il pane sotto la neve di Vanessa Navicelli.

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Immagine correlataChi: Vanessa Navicelli è nata in provincia di Piacenza, ma da anni vive a Pavia. Non è di certo una sconosciuta! Come mai? Nel 2012 con il suo romanzo “Il pane sotto la neve” è stata finalista della prima edizione del Premio Letterario “La Giara”, indetto dalla RAI. Scelta come vincitrice per l’Emilia Romagna. Ha vinto la sezione “Scritture per Ragazzi” dello Scriba Festival di Carlo Lucarelli e vari premi con la Scuola Holden di Alessandro Baricco. Il Premio Cesare Pavese per la poesia e il Premio Giovannino Guareschi per racconti.

Vanessa scrive romanzi per ragazzi e adulti, e storie per bambini; con uno stile ricco semplicità, empatia ed umorismo.

Risultati immagini per Il pane sotto la neveCosa: Il pane sotto la neve è il primo capitolo di una saga familiare di 254 pagine, detta Saga della Serenella – ovvero nome familiare del fiore di lillà, molto caro all’autrice (al modico prezzo di 9,99 euro. Acquistabile solo online, su Amazon dove trovate anche la versione ebook molto economica!).

Il romanzo, trattandosi di una saga familiare, ci viene raccontato da punti di vista differenti. E’, inoltre, stato concepito come un romanzo autoconclusivo, quindi può essere letto indipendentemente dagli altri.

Come: Il pane sotto la neve è un romanzo di narrativa popolare, ambientato al confine tra la provincia di Piacenza e la provincia di Pavia (tra Emilia e Lombardia). E’ la saga di una famiglia contadina, che va dai primi del 1900 al 1945. Quindi, possiamo subito capire quanto possa essere interessante il contesto storico, nel quale è ambientato il romanzo.

La realtà del romanzo, è quella fatta dalla quotidianità delle piccole e semplici cose . La realtà e l’ansia della prima guerra mondiale, del lavoro in campagna, di figlie che crescono e diventano donne. E poi, ancora, una seconda guerra, ancora più terrificante, di nipoti che lasciano la vita semplice e quotidiana per partire per il fronte; chi diventa partigiano. Ed è proprio l’orgoglio partigiano che troviamo nelle canzoni degli alpini e nella musica di Verdi.

Un romanzo profondo, che ci ricorda come siamo arrivati fin qua, grazie a chi. Immaginate di sedervi vicino ai vostri nonni (in questo caso, ci affezioniamo a Tino e Cesira), e di sentirli parlare della loro infanzia da figli di contadini, di soldati, di partigiani orgogliosi. E’ questa la sensazione che emana Il pane sotto la neve, il racconto di una storia che ci ha toccato da vicino, narrataci con semplicità e calore.

Vi consiglio questo romanzo se avete finalmente voglia di leggere qualcosa di nuovo, che merita, e non i soliti titoli che ci vengono propinati da millemila blogger e poi risultano essere delle fregature.

Un abbraccio,

Brì ❤

 

 

 

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