Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya, Paolo Cognetti – recensione umile #8

Ben trovati, carissimi lettori!

Ormai il freddo è con noi, l’inverno è alle porte, ed è arrivato quel bel periodo in cui si legge con piacere al calduccio con un bel plaid sulle gambe e una tazza di tè in mano.

Personalmente, dopo mesi un po’ aridi in quanto a letture – anche a causa degli impegni di lavoro -, novembre mi ha regalato qualche gioia in più, con tanti bei libri letti, tra nuove uscite e non.

Oggi mi voglio focalizzare sulla recensione umile di una nuovissima uscita, ovvero Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya di Paolo Cognetti (vincitore del Premio Strega 2017 con Le otto montagne, ndr).

unnamed-8-9About the author: Paolo Cognetti, Milano 1978, è un autore conosciuto per molte delle sue opere. Tra le più famose ricordiamo sicuramente la raccolta di racconti Manuale per ragazze di successo (2004), il “romanzo di racconti” Sofia si veste sempre di nero (2012), vincitori di numerosi premi. Dopo aver studiato da autodidatta letteratura statunitense, pubblica diverse guide personali alla città di New York.  L’altra passione di Cognetti è la montagna, dove trascorre in solitudine alcuni mesi all’anno. Da questi eremitaggi è nato un diario, Il ragazzo selvatico, del 2013.

tumblr_orwhlhWk3Y1vjdkqio1_1280L’8 novembre del 2016 è uscito per Einaudi il suo primo romanzo in senso stretto: Le otto montagne, venduto in 30 paesi ancor prima della pubblicazione, con il quale si è aggiudicato il Premio Strega 2017, il Prix Médicis étranger, il prix François Sommer 2018, l’English Pen Translates Award, il Premio Itas, il Premio Viadana e il Premio Leggimontagna.

IMG_20181127_095628_489Trama: questo libro è stato concepito come un diario di viaggio. Racconta il mese trascorso in Nepal con una carovana di oltre quaranta persone, tra escursionisti, sherpa e guide.

Il pretesto per il viaggio è il quarantesimo compleanno dell’autore, classe ’78, che parte con due amici: Nicola, un pittore con cui condivide la passione per Tiziano Terzani, e un amico montanaro, con cui condivide la vita sulle Alpi.

Questo viaggio in Himalaya, va oltre il mero scopo di raggiungere una vetta. E’ un girare attorno a questa terra ancora incontaminata. Con sé un taccuino, degli amici, e un libro ( Il leopardo delle nevi, ndr) il cui protagonista gli farà da guida durante il suo cammino.

Recensione umile: se la trama vi sembra semplice, vorrei dirvi che Paolo Cognetti potrebbe far sembrare poetica anche la lista della spesa di mia madre. Questo libricino (107 pagine in tutto, per un prezzo di 14 euro – che stavolta ho speso con piacere, cari costosetti Supercoralli Einaudi!), è stato concepito proprio come un taccuino di viaggio anche per le sue dimensioni, ben inferiori rispetto ai normali Supercoralli Einaudi.

Senza mai arrivare in cima non è solo il percorso fisico che l’autore fa tra le montagne dell’Himalaya, è un viaggio interiore pregno della delicatezza che contraddistingue Cognetti, e della sua profondissima sensibilità.

                                               È il trovare un senso ad ogni passo.

Troviamo di nuovo la montagna, grande signora anche in Le otto montagne, ma diversa dalla concezione occidentale e dell’alpinismo: non c’è una cima da raggiungere; la vetta è un qualcosa di sacro ed inaccessibile. Il viaggio in Nepal è soprattutto ricerca di purezza ed integrità, in un mondo in cui le città si stanno sempre di più omologando allo stesso schema.

Oltre al tema del viaggio e della scoperta, in Senza mai arrivare in cima troviamo anche un tema ricorrente anche in Le otto montagne: quello dell’amicizia tra uomini, che nel tempo si è un po’ perso nella letteratura. Nicola non divide solo la tenda con Paolo, ne condivide il cammino a volte in compagnia, a volte insieme ma da soli.

Per concludere vorrei dirvi che, a parer mio, vale davvero la pena leggere questo libro. Specialmente se vi è piaciuto Le otto montagne. Cognetti è una garanzia, ve lo assicuro.

magrin-sin-e-cognetti-dxInfo+: l’amicizia tra Paolo e Nicola è nata per volere del destino: nati entrambi nel 1978 a poche ore di distanza l’uno dall’altro (coincidenza toccata anche ai loro padri); cresciuti a Milano, passati per qualche tempo da New York, fuggiti in una baita in montagna, conosciuti per caso.

Nicola Magrin, illustratore, non ha solo condiviso il cammino di Paolo Cognetti, gli ha anche illustrato la copertina di Le otto montagne e Senza mai arrivare in cima.

PLUS ULTRA – citazioni preferite: 

  • Chi ha visto il monte Kailash dalla cima inviolata della Montagna di Cristallo? Cerca la risposta in questo saliscendi: poiché perderai qualsiasi cosa tu abbia creduto di guadagnare, impara che ben più prezioso della vetta è il sentiero. Trova il senso ad ogni passo. Dentro questa concentrazione.
  • Questo è infondo l’unico coraggio richiestoci: avere coraggio per ciò che di più strano, di più singolare e di più inspiegabile può succederci di incontrare.
  • E poi, come uno che bussa alla porta di un vecchio amico, voltai pagina e ricominciai.

 

Ebbene, cari lettori, anche questa recensione umile finisce qui! Spero di avervi incuriosito almeno un pochino. Come al solito, se vi è piaciuta la mia recensione, diffondete il verbo e commentate!

Ki ki, so so.

Brì ❤

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