Una vita a posto, Alice Torriani – recensione umile #7

Buon pomeriggio e ben ritrovati, carissimi lettori!

Ormai imperversa l’autunno e – sebbene io ami solamente l’estate con tutta me stessa -, sono molto soddisfatta di questo periodo autunnale, che non ci sta portando solo foglie secche e freddo, ma tantissime novità editoriali!

In questo periodo, in casa Fandango Libri, ce ne sono tantissime. L’ultima volta vi ho parlato di un saggio molto interessante (Sex Robot. L’amore al tempo delle macchine, Maurizio Balistreri – recensione umile #6), oggi invece vi parlerò di un romanzo della stessa casa editrice.

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La scorsa settimana ho avuto il privilegio di ricevere in anteprima Una vita a posto di Alice Torriani, quindi andiamo dritti al sodo!

Alice_Torriani_in_RozzanoAbout the author: Alice Torriani, classe 1984, è un’attrice e scrittrice. Si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, il primo debutto è a teatro con Massimo Castri in Tre sorelle, seguito da Memorie dal sottosuolo di Gabriele Lavia. Studia a Los Angeles e New York. Partecipa a numerose serie televisive tra cui Il commissario Montalbano, Tutto può succedere e Il paradiso delle signore. Nel 2015 esce il suo primo romanzo L’altra sete, edito Fandango Libri. Nel 2016 L’altra sete è scelto per rappresentare l’Italia al Festival Europeo del primo romanzo a Kiel, in Germania. Il 18 ottobre esce il suo secondo romanzo, Una vita a posto.

Trama: Giovanni Guicciardi, in arte Andrea Riis, scrittore mancato e pittore dilettante, è un uomo di mezza età, che vive i suoi giorni senza passione e senza sorprese. La moglie Lisa cerca di combattere l’incedere del tempo, come attrice di teatro (ruoli minori e anche qualche fiction); esigendo rapporti sessuali dal marito con cadenza settimanale e nessuna passione. Vige la noia matrimoniale di una vita in cui tutto è già successo, e quello che non lo è (come avere dei figli), ormai è rimpianto. Ma Andrea sente dentro di sé degni impulsi ancora vivi, che si fanno sentire anche nel desiderio di altre donne (che lui può solo immaginare di possedere). E’ proprio quando non ce la fa più, che Andrea trova un varco per un’altra dimensione, quella in cui si ritrova a vestire i panni di un chirurgo di successo, con una bella macchina, tanti soldi, e una ragazza giovane e fresca al suo fianco. Ma Andrea si rende conto che forse non è l’unico a viaggiare, e le domande iniziano a cedere il passo alla sorpresa. C’è un modo di rimanere sempre più tempo in questa vita parallela? A che prezzo?

Recensione umile: Una vita a posto indaga le pulsioni nascoste, i compromessi e la mancanza di cui l’amore è una variabile ma il sesso è la chiave di volta.

Il libro, 131 pagine divise in undici capitoli, è scritto in maniera molto scorrevole e questo rende la lettura davvero piacevole. Personalmente l’ho letto in 24h, perché amo i libri composti da capitoli brevi e scrittura fluida, questi elementi fanno sì che l’attenzione del lettore sia sempre accesa, così come la curiosità di andare avanti. E’ un tipo di scrittura diretto e pulito, senza fronzoli inutili nemmeno se si parla di sesso. E’ un tipo di scrittura che mi ha ricordato lo stile nudo e crudo del mio amato Chuck Palahniuk.

La realtà parallela in cui si ritrova Andrea, lì resta Giovanni, è una realtà composta da scelte mancate. E’ un posto dove tutti i “cosa sarebbe successo se…” prendono vita. Infatti, prima tra tutte, è la scelta di Andrea di non studiare medicina come tutti i suoi familiari, a prendere vita nella realtà parallela. Andrea si ritrova affermato, ricco, attraente, in forma, e con un’appetibile giovane ragazza. Chi rinuncerebbe a tutto questo, per tornare ad una vita noiosa e frustrante? Infatti, scegliere di tornare alla realtà diventa sempre più duro.

Non mancano elementi abbastanza inquietanti, come l’insistenza dei genitori di Melissa – la sua giovane ragazza nella vita parallela – di tenerlo con loro in casa par farne sfoggio (questa cosa mi ha ricordato tantissimo la vita parallela di Coraline di Neil Gaiman, e ho adorato!); o come il non sapere chi fossero Loro, che guardano con curiosità chi riesce a passare da una dimensione all’altra e perché. Su questo, mi sarebbe piaciuto che magari si fosse approfondito di più su l’identità di Loro; ma forse non ha importanza, perché lo scopo del libro era quello di focalizzarsi su altro (desideri, pulsioni nascoste etc), e va bene così.

Il finale è inaspettato e devo dire che l’ho apprezzato davvero tanto. Mi sono ritrovata con il libro chiuso e la bocca aperta, pensando “furbacchiona di una Torriani, ci sai proprio fare!”.

Ed è per questo che vi consiglio di leggerlo caldamente. Credetemi, è un libro di lettura piacevolmente scorrevole, senza banalità, che – una volta completato – lascia addosso un senso di inquietudine e sorpresa.

Ringrazio ancora una volta la Fandango Libri, per avermi dato la possibilità di leggere questo libro (che ho apprezzato davvero molto). Inoltre, sono del parere che dovremmo cercare di dare più spazio a questi nuovi autori Italiani, oltre ai super titoloni di sempre. Ne vale la pena!

Spero che questo articolo vi sia piaciuto, come sempre, se sì lasciate un commento e diffondete il verbo.

Un abbraccio, Brì ❤

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2 risposte a "Una vita a posto, Alice Torriani – recensione umile #7"

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