Elmet, Fiona Mozley – recensione umile #5

Buongiorno e ben trovati, carissimi lettori!

Dopo l’inattività della pausa settembrile, eccomi tornata con tante novità e con una nuova #recensioneumile!

Oggi voglio parlarvi di un libro uscito da poco (il 27 settembre per la precisione), edito Fazi Editore (che ancora ringrazio per avermi spedito il libro in anteprima!).

IMG_20181009_122210_760Il libro in questione è Elmet di Fiona Mozley, romanzo d’esordio dell’autrice, finalista al Man Booker Prize e selezionato come libro dell’anno da diverse prestigiose riviste.

Ma procediamo per gradi.

 20181009_115650About the author: classe 1988, Fiona Mozley nasce a York, studia a Cambridge e successivamente si trasferisce a Londra. Ha studiato storia medievale. Fiona ha cominciato a scrivere Elmet sul suo cellulare durante un viaggio tra Londra e York, dove vivono i suoi genitori. La Mozley ha infatti affermato che sono state proprio le atmosfere misteriose di York ad averla ispirata tanto.

Trama: I protagonisti principali sono Daniel, voce narrante, figlio di John e fratello di Cathy. I tre vivono in una casa ai margini di un bosco, John l’ha costruita con le sue mani per i figli, in una terra che però non gli appartiene (è di Mr Price, che tende sempre a rimarcarne il possesso). La vita di questo ristretto nucleo familiare si svolge nel quasi totale isolamento, vanno a caccia con arco e frecce, mangiano patate, hanno abitudini contadine, e vengono visti come dei selvaggi dal resto della comunità. John – il padre – però viene anche visto come un fuorilegge che si guadagna da vivere con la violenza (combatte in incontri clandestini). L’assenza della madre viene fatta notare anche nella sregolatezza in cui vivono i figli (fumano, bevono, sono vestiti in modo non appropriato etc.), ma loro sembrano non curarsene.

In questo libro la violenza assume molti aspetti, ma esplode solo nel momento in cui Mr Price decide di riprendersi la sua terra.

Recensione umile: prima di tutto, sono del parere che bisogni un attimo focalizzarsi sull’eccellente lavoro di traduzione (Silvia Castoldi ha tradotto Elmet per Fazi Editore), che molto spesso viene messo in secondo piano.

Fiona Mozley ha fatto un ottimo lavoro nel dare voce a un narratore quattordicenne, Daniel, pieno sì di interrogativi, ma di natura ben diversa da quella dei coetanei.

L’opera si apre con il giovane protagonista in fuga e alla ricerca di qualcuno, nel primo dei sei brevi capitoletti in corsivo che si svolgono quando tutto ormai si è drammaticamente concluso; mentre la narrazione più ampia prima si concentra prevalentemente sul passato del padre, spesso coinvolto in combattimenti clandestini; dopo sulle conseguenze della scelta di John di costruire la dimora sua e dei due figli ai margini di un bosco di proprietà del prepotente Mr Price.

Successivamente, vediamo il ritmo narrativo accelerare sempre di più, e il romanzo assume sfumature thriller, fino all’apice della violenza.

Si può dire che la Mozley abbia davvero iniziato col botto. Il libro (280 pagine per €18 e una bellissima copertina in pieno stile Fazi Editore) mi ha tenuta incollata alle pagine.

Mi è piaciuta anche come ne esca vincitrice la figura femminile, in un mondo di violenza subita.

 

Bene, cari lettori, spero che la mia recensione vi sia piaciuta. Se sì, commentate e diffondete il verbo. A presto! ❤

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